Eurofobia
In estrema sintesi, l’euro e’ un progetto che impone a tutti gli stati membri di diventare simili alla Germania, in termini di produttivita’, finanza pubblica, gestione delle risorse umane e finanziarie, ricerca, efficienza complessiva. Quelli che si avvicinano a questo obiettivo (Olanda, Francia, Austria, Slovenia etc.) ne godono i benefici. Quelli che come l’Italia, la Grecia, il Portogallo ed altri credono di essere furbi, incassando i dividendi in termini di minori oneri sul debito e di credibilita’ internazionale senza compiere gli aggiustamenti strutturali, pagheranno un prezzo salato, anzi lo stanno gia’ pagando.
Se non ci fosse stato l’euro la Grecia (che non sarebbe dovuta entrare nell EMU perche’ ha imbrogliato senza ritegno sui dati e sui parametri di Maastricht), l’Irlanda, ma anche la Spagna e l’Italia sarebbero nella situazione dei paesi Baltici, dell’Ucraina o della Romania.
Ma continuando nell’andazzo di stampo balcanico, non e’ detto che non ci si trovino in un futuro nemmeno troppo lontano.
In Italia tutta l’attenzione del governo e’ dedicata ai problemi processuali di Berlusconi. Il resto, dalle infrastrutture alla ricerca, dagli ammortizzatori sociali alla sanita’, dalla corruzione alla scuola viene accolto con uno sbadiglio e se ne discute meno che di Sanremo. Ogni tanto qualche barzelletta sulla riduzione delle tasse e la farsa permanente del dialogo sulle Riforme. Poi tutti in pellegrinaggio ad Hammamet.
Quando crollera’ il castello di carte sara’ colpa dei comunisti. Magari di Breznev. Ma a quel punto Berlusconi avra’ accumulato abbastanza soldi all’estero da vivere senza pensieri. A differenza dei gonzi che lo hanno votato.
Fabio Scacciavillani

