I Piedipiatti Virtuali
febbraio 1, 2010 by admin
Filed under In primo piano, Pubblica Amministrazione
Certo ormai solo i gonzi credono alla periodica boutade (in italiano si dice boiata) di Berlusconi sul taglio delle tasse. Pero’ sono tanti quelli che ancora credono alla favola del poliziotto di quartiere che li protegge da ladri, grassatori ed ovviamente immigrati (insieme ai volontari delle ronde, secondo il Verbo dell’Unto).
Al contrario del taglio delle tasse, l’esistenza dei poliziotti di quartiere (che furono lanciati nel 2002) non viene periodicamente smentita dai ministri. Di questo si incaricano i pochi giornalisti che non passano la vita a bivaccare nelle anticamere di Palazzo Chigi e dei Ministeri. In questo articolo della Stampa troverete un aggiornamento sul poliziotto virtuale:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201001articoli/51377girata.asp
In sintesi, poliziotti nelle strade ce ne sono stati sempre pochi (preferiscono stare in ufficio a timbrare scartoffie), infatti quasi nessuno li vede mai, ma “a distanza di sette anni il poliziotto di quartiere è pressoché scomparso dalle nostre strade” dice l’articolo. E prosegue: “È mancato tutto: uomini, mezzi e fondi. Il progetto varato nel 2002 prevedeva di destinare all’iniziativa quasi 6 mila uomini tra poliziotti e carabinieri. Dopo sette anni - secondo un’indagine della Corte dei Conti - ne sono entrati in servizio nemmeno 3900 (2274 poliziotti e 1620 carabinieri). In totale sono stati investiti quasi 500 milioni di euro ma circa 80 non sono stati nemmeno spesi. L’ultimo stanziamento risale alla Finanziaria del 2005. Dopo, nemmeno più un euro”.
E in fondo perche’ un Maroni dovrebbe darsi pena di stanziare fondi o organizzare le forze dell’ordine.? Bastano sei o sette canali televisivi, una consorteria di giornali e una miriade di aspiranti minzolini a magnificare i mirabolanti risultati virtuali del governo. Quindi non c’e’ alcun bisogno di perseguire risultati reali. Maroni si puo’ dedicare tranquillamente al sassofono. E il suo padrone alla tromba.
Fabio Scacciavillani

