Muoia Sansone con tutti i Finistei

luglio 30, 2010 by admin  
Filed under In primo piano, Satyricon

Il reality show che sbanca gli indici di ascolto dotrebbe intitolarsi “Le Comiche Finali” in onore di Gianfranco Fini che nell’ormai lontano autunno del 2007 (gia’ allora in rotta di collisione con il Cavaliere) aveva cosi’ descritto l’agitarsi isterico di Berlusconi contro il governo Prodi. Poi, come in ogni momento difficile per la leadership dell’Utilizzatore Finale, venne un leader della sinistra — in quel caso Veltroni fresco eletto nelle primarie “ad personam” del PD — a dare man forte. In pochi mesi affondo’ il governo Prodi, spinse Alleanza Nazionale al matrimionio di interesse con Forza Italia, e perse le elezioni con un ampio margine (fece campagna elettorale volutamente senza mai nominare Berlusconi per nome) eliminando d’un colpo la sinistra antagonista e parolaia (questa in realta’ fu l’unica cosa positiva, anche se preterintenzionale).

Le “Comiche Finali” pero’ sono solo state rimandate di un paio d’anni o poco piu’ e questa volta Fini e’ il deuteragonista d’eccezione. Con la cacciata a pedate mediatiche dei suoi fedeli dal PdL, il climax intorno al reality si fa parossistico. Sulle spiaggie quest’anno invece del calcio mercato (anche grazie alla figura rimediata da Lippi Calzelunghe e la sua banda) terranno banco le dichiarazioni di Bocchino, le stoccate di Bondi, le risse di La Russa, e magari qualcuno, obnubilato dal solleone, si spingera’ persino ad intepretare il pensiero di Gasparri.

All ripresa di settembre sara’ tutto da ridere: la legge bavaglio, la legge finanziaria e la gestione dell’emergenza economica (la Fiat che si trasferisce in Serbia dovrebbe far capire anche ai sonnambuli che l’Italia e’ all’ultima spiaggia, e non si tratta di Capalbio) saranno le gole in cui il le residue truppe del Partito dell’Amore dovranno combattere le imboscate (e senza esort ad allietare i fuochi di  bivacco).

Attualmente il governo dispone di 342 deputati e 175 senatori a fronte di una maggioranza necessaria di 316 a Montecitorio e 162 a Palazzo Madama (inclusi i senatori a vita). Se i ribelli finiani fossero davvero una trentina alla Camera e una decina al Senato rivedremo il film dell’ultimo governo Prodi, ma a parti invertite. A meno che gli abboccamenti a casa Vespa con Casini non producano qualche risultato. Ma e’ lecito aspettarsi che Casini fissera’ un prezzo non proprio di saldo. Magari Berlusconi sarebbe disposto a pagarlo, ma la Lega no. Casini affonderebbe il federalismo con dei siluri ben piazzati sotto la linea di galleggiamento e Bossi non potrebbe piu’ raccontare le balle multicolori a Pontida con cui imbonisce i suoi da venti anni. C’e’ un limite alla dabbenaggine persino tra gli elettori della Lega.

Quindi sembra proprio che il piatto di lenticchie sottratto al desco di Fini sia il preludio alle elezioni anticipate o a una situazione che ricorda molto da vicino il governo Dini nel 1994. Mentre le Procure, che nel 1993 sapravano un avviso di garanzia al giorno, oggi  mitragliano un’intercettazione al minuto.

Come nell’Isola dei Famosi sara’ il pubblico a decidere il vincitore, con il trapezista di Arcore determinato come mai a conquistarne il favore con un numero di eccezionale acrobazia, al grido di: “Muoia Sansone con tutti i Finistei”!

Fabio Scacciavillani

Non Sapevamo

luglio 30, 2010 by admin  
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Fine di un regime semi-autoritario (il berlusconismo)?

Cosa seguirà poi, non è dato di sapere. Non “la sinistra”, ma “i partiti di sinistra“ sono in crisi per ‘incapacità di differenziarsi radicalmente, in modo speculare (solo gli “opposti” fanno vera ”opposizione”) dal regime semi-autoritario. In comune hanno i progetti, le sensibilità, le modalità della “casta”, di cui il berlusconismo è una frangia estremista.

Ma ora, in mezzo a tanto fango, i sostenitori di Berlusconi stanno per intonare la solita tiritera degli opportunisti, quando il Re resta nudo: “Noi non sapevamo“.

Eh, no!! Dice bene Franco Cordero: “Sanno chi sia, da dove venga, in qual modo diventi monopolista delle televisioni commerciali e le adoperi frollando la materia grigia: cosa gli costino i protettori; con che disinvoltura falsifichi bilanci, frodi il fisco, compri i giudici; perché sia sceso in campo nel collasso della consorteria sotto le cui ali s’ ingrassava; né fiatavano vedendogli devastare l’ ordinamento…”

Piergiorgio Gawronski

Almeno e’ senza portafoglio

giugno 27, 2010 by admin  
Filed under In primo piano, Satyricon

Non si puo’ dire che Berlusconi non sia uno statista prudente ed oculato. Ha dovuto nominare Brancher ministro per evitargli i processi. Pero’ ha avuto l’accortezza di assegnargli un ministero senza portafoglio. Visti i precedenti non si sa mai.
Ma varrebbe la pena di estendere il concetto: ora che la riforma della Costituzione e’ argomento a’ la page, ci permettiamo un consiglio da costituzionalisti della domenica. Con i chiari di luna sulle inchieste giudiziare e considerato i ceffi che si aggirano nei corridoi della politica, (oltre ai sottoscala e ai retrobottega), sarebbe il caso di aggiungere ai ministeri senza portafoglio, anche i Ministeri con il Piede di Porco e i Ministeri delle Tre Carte. Almeno l’elettore e’  avvertito in anticipo, e non avra’ piu’ bisogno di leggere sui giornali le intercettazioni per capire l’andazzo.

Fabio Scacciavillani

Valencia e Firenze

giugno 12, 2010 by admin  
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La Spagna e’ troppo simile a noi per non dire banalita’.
Si osserva solo un maggior senso dello stato (e ci vuol poco..) e si osserva inoltre che l’effetto oppressivo del franchismo unito allo Zapaterismo determina una voglia di mostrare di non essere “repressi” (le poppe all’aria sulla spiaggia, i tatuaggi ostentati, le minigonne mini mini, sono piu’ segno di ostentazione che di vera liberta’).
Valencia mostra come una buona amministrazione risolve i problemi. Ha
6 linee di metro e bus (credo costati la meta’ della tramvia fiorentina), ha prosciugato il fiume (deviandolo) ricavando sia spazi verdi, che risolvendo i problemi di traffico..pur non avendo niente di eccezionale e’ riuscita a proporsi come attrazione turistica e ha
salvaguardato il centro dall’arrivo di bed and breakfast, kebab house e altre schifezzee di questo tipo… Perche’ gli amministratori fiorentini non vanno a Valencia ad imparare come si amministra una citta’?

Vincenzo Vespri

Il Muro del Riso Infranto

maggio 31, 2010 by Fabio  
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Comments Off

Per quanto tempo abbiamo sentito minzolianamente dire che le cose in Italia non andavano tanto male, che la nostra situazione era migliore di quella degli altri paesi europei, che i conti pubblici erano a posto? Adesso che il governo prepara la siringa con un ago dalla circonferenza di 24 (o 26 ancora non e’ dato capire) miliardi di euro per operare il salasso, le fandonie si diradano come le nebbie mattutine nella Valtellina cara a Tremonti.

Persino Berlusconi si e’ reso conto della tramvata costitutita dalla crisi fiscale che minaccia di travolgere l’euro. Infatti non racconta piu’ barzellette da settimane. Nel muro del riso contro il quale si infrangevano le critiche e i dubbi delle persone serie, si e’ aperta una breccia come quella di Porta Pia da dove parte via XX Settembre. E questo sara’ solo l’inizio perche’ 24 o 26 miliardi sono una goccia nel mare del trilione e ottocentomila miliardi a cui ammonta il debito pubblico italiano. Un trilione e’ una cifra che si scrive con 12 zeri ognuno dei quali rappresenta un’ ulteriore sforbiciate nelle tasche dei contribuenti nei prossimi anni, a partire dai prossimi mesi, quando la legge di bilancio 2011 arrivera’ in Parlamento sotto l’occhiuta vigilanza dell’Unione Europea.

Tutto ad un tratto l’ottimismo berlusconiano e’ evaporato: non sono piu’ i giornali disfattisti, i blogger rompiscatole e gli invidiosi a menare gramo, anzi i Ministri evocano il rischio Grecia. Ma evidentemente gli eminenti personaggi, impegnati com’erano a scrivere le leggi sulle intercettazioni e sugli affari privati del Presidente del Consiglio, non hanno avuto il tempo di leggere i rapporti dell’Istat. Altrimenti avrebbero trovato tutte le informazioni di cui avevano bisogno.

Ad esempio a pagina 8 del Rapporto Annuale sulla Situazione del Paese e’ scritto in italiano chiaro e lineare (non in politichese, in minzolinese o in brunovespese) come stanno le cose:

Le recessioni più gravi sperimentate dal nostro Paese negli ultimi quarant’anni sono state quelle del 1975 (dopo la prima crisi petrolifera), del 1982-1983 (dopo la seconda), del 1992-1993 (che portò all’uscita della lira dal sistema monetario europeo) e del 2002-2003 (dopo l’attacco alle Torri Gemelle). Tali episodi non appaiono comparabili per intensità a quello del biennio 2008-2009, quando il Pil si è contratto per due anni consecutivi. Come risultato di questi andamenti, alla fine del 2009 il valore aggiunto reale dell’economia italiana si collocava allo stesso livello dell’ultimo trimestre del 2000: si tratta di un arretramento di 36 trimestri, sensibilmente più grave di quello dei nostri partner, compreso tra i 13 trimestri della Francia e i 16 del Regno Unito.

L’Istat (non i bolscevichi) in sostanza dice che non siamo mai stati cosi’ male nella storia dell’Italia repubblicana e abbiamo fatto un balzo indietro di dieci anni nel tenore di vita (peggio di quanto abbiano fatto tutti gli altri) e, aggiungo io, per risalire la china non basteranno altri dieci anni di politiche tremontiane. Pero’ vi potrete consolare con le barzellette del Premier. Pare che il Foglio, di proprieta’ di Veronica, ne stia curando un’edizione rilegata in pelle di contribuente riccamente conciata. La prima copia verra’ recapitata a Palazzo Chigi, con i potenti mezzi della Protezione Civile, come regalo di divorzio.

Fabio Scacciavillani

Bisogni Primari(e)

febbraio 10, 2010 by admin  
Filed under In primo piano, PD

Domanda: Se i vertici ed i responsabili di un partito (che per ironia della sorte si chiama Democratico) non rispettano nemmeno le regole che essi stessi si sono dati, con quale credibilita’ possono pretendere di candidarsi alla guida del governo o alla gestione della cosa pubblica?

Statuto del Partito Democratico Art. 18 Comma 4 (Elezioni primarie del Partito Democratico)

Vengono in ogni caso selezionati con il metodo delle primarie i candidati alla carica di Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione. Qualora il Partito Democratico concorra con altri partiti alla presentazione di candidature comuni per tali cariche, valgono le norme contenute nell’articolo 20 del presente Statuto.

Articolo 20.
(Primarie di coalizione)

1. Qualora il Partito Democratico stipuli accordi pre‐elettorali di coalizione con altre forze politiche in ambito regionale e locale, i candidati comuni alla carica di Presidente di Regione, Presidente di Provincia o Sindaco vengono selezionati mediante elezioni primarie aperte a tutte le cittadine ed i cittadini italiani che alla data delle medesime elezioni abbiano  ompiuto sedici anni nonché, con i medesimi requisiti di età, le cittadine e i cittadini dell’Unione europea residenti, le cittadine e i cittadini di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno, i quali al momento del voto dichiarino di essere elettori della coalizione che ha indetto le primarie, e devolvano il contributo previsto dal Regolamento.

Verrebbe da dire che se non altro Berlusconi le leggi ad personam se le deve far votare da un Parlamento, per quanto asservito. Nel Partito Democratico il Cacicchio al Tortello e la Volpe del Tavoliere si svegliano e decidono come detta loro l’impulso o suggerisce l’encomio dei cortigiani, o magari le convenienze, le antipatie verso Vendola, le simpatie verso De Luca, gli accordi sottobanco con Casini. O, forse piu’ semplicemente, le democratiche bizze del momento.

Fabio Scacciavillani

Veline in Deflazione

febbraio 4, 2010 by admin  
Filed under In primo piano, Satyricon

Gli strappi della crisi sono dolorosamente visibili sul cosiddetto tessuto sociale italiano che gia’ di per se’ non evoca le stoffe di Ermenegildo Zegna o il cachemere Loro Piana. Ma il fenomeno di gran lunga piu’ dirompente e’ la deflazione delle veline. Fino a due anni fa, prima della bancarotta di Lehman Brother, una squinzia da calendario (magari non proprio di primo pelo) che si accompagnasse con le amicizie giuste poteva aspirare alla carica di Ministro. Oggi una Noemi che pure si era tanto prodigata, viene ricompensata con una particina in un programma della Rai, forse addirittura su Rai Tre in tarda serata. Certa gente non vale proprio piu’ la pena di invitarla al compleanno.

Fabio Scacciavillani

Il paese reale

febbraio 1, 2010 by admin  
Filed under In primo piano, Sfoghi

Ogni tanto nella blogosfera si trovano delle perle, non sempre condivisibili  al 100% ma quantomeno hanno il pregio della chiarezza.

Questo l’ho trovato tra i commenti ad un post di Vittorio Zucconi sul suo blog di Repubblica (http://zucconi.blogautore.repubblica.it/2010/01/30/la-giustizia-sono-me/) e si firma cozzamaleodorante.

Manca una coscienza civile. Io non voto PD ma diamine gli elettori del PD erano scandalizzati perché quel sempliciotto di Fassino diceva a Fiorani di avere una banca. Gli elettori di Berlusconi passano sopra tutto. Sono gli stessi che passano al semaforo con il rosso, che insegnano ai figli a fregare, che vanno a scuola a minacciare i prof se mettono un voto cattivo. Scusate la semplificazione ma io mi son rotto i gioielli di famiglia con la storia che l’Italia è un paese migliore dei suoi rappresentanti. Tutte balle: è molto peggio. Calderoli è un gentiluomo forbito a confronto dei suoi elettori. Fosse per i nostri compatrioti creerebbero lager per rumeni, arabi, negri. Faccio il sinistro con il complesso di superiorità morale e culturale? Si perché e’ vero porco giuda. Noi qui a far le pulci a destra e manca ai nostri rappresentanti e quelli (quelli si, io non gli riconosco nulla in comune con me) che ingurgitano mafiosi, evasori, delinquenti di tutte le razze. Ma che diavolo e cominciamo a dirlo come Dio comanda che la vergogna non è Berlusconi ma chi lo vota.

Fabio Scacciavillani

I Piedipiatti Virtuali

febbraio 1, 2010 by admin  
Filed under In primo piano, Pubblica Amministrazione

Certo ormai solo i gonzi credono alla periodica boutade (in italiano si dice boiata) di Berlusconi sul taglio delle tasse. Pero’ sono tanti quelli che ancora credono alla favola del poliziotto di quartiere che li protegge da ladri, grassatori ed ovviamente immigrati (insieme ai volontari delle ronde, secondo il Verbo dell’Unto).

Al contrario del taglio delle tasse, l’esistenza dei poliziotti di quartiere (che furono lanciati nel 2002) non viene periodicamente smentita dai ministri. Di questo si incaricano i pochi giornalisti che non passano la vita a bivaccare nelle anticamere di Palazzo Chigi e dei Ministeri. In questo articolo della Stampa troverete un aggiornamento sul poliziotto virtuale:

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201001articoli/51377girata.asp

In sintesi, poliziotti nelle strade ce ne sono stati sempre pochi (preferiscono stare in ufficio a timbrare scartoffie), infatti quasi nessuno li vede mai, ma “a distanza di sette anni il poliziotto di quartiere è pressoché scomparso dalle nostre strade” dice l’articolo. E prosegue:  “È mancato tutto: uomini, mezzi e fondi. Il progetto varato nel 2002 prevedeva di destinare all’iniziativa quasi 6 mila uomini tra poliziotti e carabinieri. Dopo sette anni - secondo un’indagine della Corte dei Conti - ne sono entrati in servizio nemmeno 3900 (2274 poliziotti e 1620 carabinieri). In totale sono stati investiti quasi 500 milioni di euro ma circa 80 non sono stati nemmeno spesi. L’ultimo stanziamento risale alla Finanziaria del 2005. Dopo, nemmeno più un euro”.

E in fondo perche’ un Maroni dovrebbe darsi pena di stanziare fondi o organizzare le forze dell’ordine.? Bastano sei o sette canali televisivi, una consorteria di giornali e una miriade di aspiranti minzolini a magnificare i mirabolanti risultati virtuali del governo. Quindi non c’e’ alcun bisogno di perseguire risultati reali. Maroni si puo’ dedicare tranquillamente al sassofono. E il suo padrone alla tromba.

Fabio Scacciavillani

I Croissants di Maria Antonietta

gennaio 27, 2010 by admin  
Filed under In primo piano

La schiacciante vittoria di Vendola e’ un campanello d’ allarme per tutto il mondo politico…..
Vendola ha molte colpe (scarsa incisivita’ di governo, assessori indagati per la sanita’, scarso rispetto della magistratura (ovviamente quando hanno indagato lui)), ma ha avuto il merito di mostrarsi svincolato dalla casta politica. Nonsostante la propaganda, quasi da regime, la gente sta capendo che gli annunci dei vari Brunetta e Brambilla sono vuoti, che siamo di fronte ad una gravissima crisi economica pagata all’inizio dal solo lavoro dipendente, ma che adesso stiamo pagando tutti, che il PDL e il PD sono pieni di politici corrotti che neanche quando sono colti con le mani nel vasetto della marmellata vogliono dimettersi e che mediocri funzionari di partito governano (o hanno governato) citta’ importanti avendo come unica funzione di raccogliere tangenti (sia per se’ che per il partito).

Quindi tutti coloro che sembrano non collusi o poco collusi con questa casta (la Lega, Fini, Vendola, Di Pietro, la Bonino) raccoglieranno consensi inaspettati, aldila’ del loro merito.

Il comportamento di D’Alema di candidare Boccia (tra l’altro ha la stessa voce e lo stesso viso di Ghedini e sostanzialmente ha detto che doveva vincere le primarie perche’ amico di Enrico Letta … ma chi se ne
frega!!!!!!) e’ incomprensibile, come e’ incomprensibile il comportemento di Berlusconi che ha silurato la candidatura di Migliori alle primarie in Toscana (cosi’ almeno si mormora, forse non e’ vero, ma sicuramente verosimile) dicendo che e’ bravo, competente, preparato, ma ha una faccia da sfigato che non tromba… e ha scelto una giovin signorina (che si mormora sia una di quelle che fa politica in orizzontale). Non conosco proprio Migliori, ma mi e’ diventato simpatico all’istante …

Incomincio a pensare che la regina Maria Antonietta fosse molto meno lontano dai bisogni della gente (quando rispose che non capiva perche’ il popolo si lamentasse che non ci fosse il pane, quando i fornai francesi facevano ottimi croissants) che questa casta politica…
Vincenzo Vespri

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