Per chi fosse stato in vacanza su Marte
Se avete trascorso un agosto tranquilllo e rilassato ecco sei punti per prepararvi al rientro.
1) Berlusconi si e’ reso conto che ha commesso un grave errore di valutazione espellendo i Finiani senza valutarne la consistenza e ha iniziato a frenare i bollenti spiriti dei suoi (eccessivamente) zelanti sottoposti
2) Bossi e Tremonti hanno capito che da elezioni anticipate hanno solo da guadagnare
3) Berlusconi deve riguadagnare i consensi persi con politiche anti statali e troppo allineate al Sud e deve trovare facce credibili sia alla guida del partito che come suoi luogotenenti al SUD (altrimenti si schiaccia troppo sulla Lega) e questo necessita tempo
4) Fini deve organizzare il partito e anche lui ha bisogno di tempo
5) Casini e Rutelli hanno solo da guadagnarci da questa situazione
6) Il PD e’ morto e sepolto (le lettere di Veltroni e Bersani a Corriere e Repubblica sono allucinanti).
Vincenzo Vespri
Baggianate Estive
L’anno scorso la baggianata di Ferragosto della Lega riguardò le gabbie salariali. Quest’anno registriamo un’offerta più variegata. Senza considerare il tormentone dell’appartamento a Montecarlo, abbiamo già le vanterie della lotta alla mafia di Maroni (quello assiso al Ministero che nega la protezione a Spatuzza) e la minaccia dei milioni in piazza se Berlusconi fosse costretto a dimettersi ed essere sostituito da un altro. Il disco rotto delle manifestazioni oceaniche, dei bergamaschi coi fucili o della secessione e’ talmente patetico che lo prende sul serio solo Bersani con il suo entourage. Infatti i governi si fanno in Parlamento indipendentemente dal numero di manifestanti, altrimenti il Presidente del Consiglio sarebbe Vasco Rossi o magari Bono. Dove si annidino poi questi milioni di facinorosi lo capisce probabilmente solo il Trota, cui gli insegnanti, prontamente inviati dalla Gelmini, hanno insegnato che gli zeri non contano. Quindi non ha colpa se confonde i milioni con le decine.
Ma la Lega quest’anno ha dovuto fronteggiare una competizione agguerritissima. Lo speciale concorso per la baggianata più demenziale e’ stato vinto a man bassa da Alfano quando ha afferma che un governo senza Berlusconi violerebbe l’Art. 1 della Costituzione.
Questo Articolo ha due commi “L’Italia e’ una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Berlusconi è uno dei 630 deputati — eletto nel collegio di Campobasso, per la precisione — in una lista che ha raccolto grosso modo un terzo dei voti espressi a livello nazionale. In che modo l’Art. 1 della Costituzione impone che Berlusconi debba fare il Presidente del Consiglio in questa legislatura lo può intuire solo chi ha preso lezioni di diritto costituzionale dal Trota.
Fabio Scacciavillani
Leggi DisONUrevoli
Dopo l’Osce, il Parlamento Europeo e il governo americano anche l’Onu critica la legge bavaglio.
Ginevra - Il governo italiano deve “abolire o modificare” il progetto di legge sulle intercettazioni perchè “se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia”. Lo ha detto il relatore speciale dell’Onu sulla libertà di espressione, Frank La Rue in un comunicato.
”Sono fortemente sconcertato e sorpreso per la posizione del rappresentante dell’Onu sul ddl intercettazioni”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini, spiegando che in “tutti i paesi democratici il parlamento è sovrano e decide. Io credo che si dovrebbero leggere le proposte legislative prima di fare interventi del genere” ha osservato il ministro degli Esteri.
”Da antico e convinto militante dei diritti umani e civili, della libertà e della democrazia nel mondo, troverei utile che i funzionari dell’Onu, guatemaltechi e non, dedicassero il loro tempo a contrastare le dittature, che troppo spesso dettano legge, o trovano compunque sostegno e copertura, anche nei comportamenti del Palazzo di Vetro. Lo sanno bene gli oppressi di tanti regimi, che in troppe occasioni hanno dovuto fare i conti con i comportamenti e le scelte di questo o quell’organo, di questo o quell’ufficio, di questo o quel funzionario delle Nazioni Unite”. Lo dichiara Daniele Capezzone, portavoce Pdl. “È invece paradossale che si entri nei processi legislativi di uno Stato libero e democratico. Ed è ancora più paradossale – aggiunge -, proprio in tema di stampa ed espressione, che si faccia finta di non vedere che in nessun Paese dell’Occidente avanzato esiste un malvezzo di pubblicare lenzuolate di intercettazioni, in spregio della legge, in violazione del segreto istruttorio, travolgendo i diritti dei cittadini, come invece continua ad accadere in Italia. Mi auguro – conclude Capezzone – che la politica italiana tutta, maggioranza e opposizione, abbia dignità sufficiente per respingere accuse inverosimili”.
La legge bavaglio rappresenta un salto di qualita’ nel processo che sta distruggendo la Costituzione e instaurando un regime da olio di ricino mediatico. I motivi sono talmente ovvi che uno prova imbarazzo a ripeterli. Ma vanno reiterati spesso altrimenti prevlae la vulgata dei vari Bondi, Capezzone (che si autoproclama persino militante dei diritti umani e civili senza scoppiare in una risata), Frattini e il codazzo del berlusconismo.
1. Tecnicamente, per tutelare la privacy non c’è bisogno di impedire intercettazioni e filmati, e di porre limiti ai giornali! Basta distruggere le intercettazioni che non hanno nulla a che vedere con l’indagine in corso (giudicate irrilevanti da accusa e difesa); e – a scanso di equivoci – vietarne anche la pubblicazione. Su questo saremmo tutti daccordo. Il DDL usa la “privacy” come pretesto.
2. Il DDL non mette in crisi solo l’efficacia delle indagini e la libertà di informazione, che sono al cuore dello stato democratico: mette in pericolo anche i diritti umani fondamentali. Infatti sarebbe vietato, fra le altre cose, se non si è un giornalista, filmare col telefonino e pubblicare sul web i poliziotti che di notte picchiano un povero cristo: cosa già successa purtroppo molte volte anche in Italia (dal G8 di Genova 2001 in poi). Come in USA e altrove, le immagini e la loro pubblicità sono l’unico modo per contrastare la “verità ufficiale” e gli abusi degli agenti.
3. Il DDL è contro la trasparenza. Nelle democrazie occidentali e nei paesi liberi il valore della trasparenza prevale nettamente sul diritto alla privacy. Le particolari esigenze di noi italiani oggi spostano il pendolo ancora di più verso il bisogno della trasparenza, o verso il bisogno di privacy? Il nostro paese sta affondando sotto i colpi delle violazioni alla privacy, o del malaffare di alto livello? Per me, Frattini sbaglia due volte: quando cita a sproposito i paesi liberi senza capire che lì ragionano in modo diverso da lui (e che il Berlusconismo tende a mettere l’Italia fuori dalle democrazie, spingendolo verso una concezione della democrazia da terzo mondo, di tipo egiziano); e quando non capisce le particolari esigenze storiche dell’Italia contemporanea. Quanto alla tesi che in Italia c’è ancora la democrazia, per carità…
4. In una fase di crisi economica gravissima come l’attuale, al PDL interessa prima di tutto coprire le “cricche” al potere. (Infatti i giornali non pubblicheranno mai intercettazioni di noi uomini “normali”, ma solo quelle dei famosi e potenti). E’ una logica di governo perversa.
5. Particolarmente disgustosi gli accenti razzisti di Capezzone (“guatemalteco”) e le sue offese gratuite alle Nazioni Unite (se ha da dire qualcosa di preciso lo dica, altrimenti taccia!).
6. La “Legge bavaglio” fa parte di una strategia di lungo termine di Berlusconi per minare la Costituzione (fonte di tutte le leggi) democratica. (La “Legge bavaglio” è incostituzionale). Il fine è autoritario e illiberale, le motivazioni ormai emergono evidenti dalla cronaca nera di questi anni, mesi, e giorni.
7. Spero che gli italiani tutti abbiano dignità sufficiente per respingere le inverosimi sciocchezze di Capezzone, il finto stupore di Frattini, e la “Legge bavaglio” con o senza ritocchi. Siamo un popolo servile (Dante)… ma fino a un certo punto!
PS. L’ultima volta che un governo Italiano si è scontrato tanto duramente con l’ONU è stato nel 1936. Un caso?
Il piu’ fesso la’ in mezzo
All’apice del Terrore, nel tragico tentativo di difendersi nel processo che si concluse con la sua condanna, Danton pronuncio’ la memorabile frase “La rivoluzione è come Saturno, divora spietatamente i suoi propri figli”.
I figli del berlusconismo invece si divorano tra di loro. Fini contro Bossi, Micciche’ contro Schifani ed Alfano, Bossi contro Casini, Tremonti contro Bondi (e contro tutti quanti gli altri), i leghisti contro Brunetta, Bocchino contro Brancher e via azzannandosi.
Adesso viene fuori che Caldoro veniva spiato da un suo assessore (tal Sica) per conto terzi (sulla stampa si fa il nome di Cosentino, il mancato Governatore della Campania inseguito da un mandato di custodia cautelare in carcere, prontamente respinto dal Parlamento http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/12/news/verdini_caos_campania-5525939/).
Le cronache narrano che “L’uomo ombra voluto dal premier Berlusconi nella giunta Caldoro [Sica, appunto] compare in decine di telefonate [di cui fra un po' non si potra' piu informare il pubblico] mentre, per il giudice, cura l’attività di dossieraggio su uno scandalo sessuale, fatto “di incontri con trans e coperture di camorra”, che avrebbe dovuto mettere fuori gioco Caldoro, insieme con il faccendiere Flavio Carboni, e i “soci” Pasquale Lombardi ed Arcangelo Martino.
Sulla posizione di Nicola Cosentino, il coordinatore Pdl [e attuale Sottosegretario al Tesoro] che ascoltava al telefono e vedeva agire la banda, invece, si attendono ulteriori valutazioni.”
Insomma, se quanto riportato sui giornali e’ attendibile, Berlusconi ha indicato Caldoro come candidato Governatore della Campania e poi una volta questi ha vinto le elezioni, gli ha messo in Giunta uno che lo spia complottando un ricatto. E quando e’ costretto a dimettersi, nell’incontro con Caldoro, Sica si giustifica cosi’: “Guarda che io sono il più fesso, là in mezzo”.
A noi sia concesso dubitarne.
Fabio Scacciavillani
Quello che non vedete su TeleMinzolingua
Questa mail e’ rimbalzata tra tanti indirizzi, inoltrata ad amici e conoscenti in un passaparola cibernetico. Parla del post-terremoto all’Aquila. Non conosco chi l’abbia scritta e non ne conosco nemmeno il nome. Ve la propongo perche’ ormai con l’informazione in mano ai servi, siamo ridotti come nell’Unione Sovietica a passarci di mano in mano i samizdat e le informazioni sgradite al regime. Grazie ad Internet questa circolazione e’ un po’ meno ardua, ma certo non controbilancia i messaggi ossessivi che vengono lanciati da 5 o 6 reti televisive e da tanti giornali verso un pubblico inebetito.
Fabio Scacciavillani
……Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di recupero crediti,per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi
di dovere. Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio.
E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l’ICI ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo stato non versa ai cittadini senza casa,che si gestiscono da soli ( ben ventisettemila) neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un’appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz’anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.
E lei mi risponde, con la voce che le trema. ” Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo.”
Specchiarsi nella Vergogna
Quando cominciava a montare la bufera sulla Protezione Civile, Berlusconi aveva tuonato contro i giudici che dovevano “vergognarsi”. Per aver fatto il loro dovere. Adesso che la bufera si e’ tramutata in una tromba d’aria che ha spazzato via un pezzo del suo sistema di potere (senza illuderci che sia stato completamente sradicato) e’ lecito chiedere a Berlusconi chi debba vergognarsi. Aspettiamo con ansia che qualche giornalista dei media tradizionali mostri la schiena dritta (dal coccige in su) e ponga la domanda.
Fabio Scacciavillani
Uno Sguardo al Domani
Credo che ci siano due fatti da considerare:
1) Berlusconi sopravvive perche’ la classe dirigente del PD e’ indecente; la classe dirigente del PD si mantiene al potere in quanto hanno di fronte Berlusconi. Se cade uno cade anche l’altro. Questo spiega la strategia suicida di Berlusconi in queste regionali (per salvare D’Alema) e questo spiega perche’ D’Alema ha salvato piu’ volte Berlusconi
2) Nel PDL c’e’ aria di successione (piu’ che di secessione). La mia impressione infatti e’ che Berlusconi sia out perche’ ormai ragiona solo in termini di Viagra.
Nella guerra di successione da una parte sta la Lega (con Tremonti) che e’ fondamentale al Nord. Dall’altra Formigoni con le truppe cammellate Cielline, dall’altra ancora Fini (con possibile sponda con Casini e Montezemolo) che e’ fodamentamentale dal Lazio in giu’.
Attualmente e’ in corso lo scontro all’arma bianca fra Lega e Fini (ma entrambi sanno che hanno bisogno l’uno dell’ altro). Entrambi infatti vogliono avere i maggiori vantaggi possibili al momento della successione berlusconiana.
Da notare che la campagna di tessere del PDL ha portato solo 20 mila adesioni….. d’altra parte perchè aderire a un partito dove puoi fare carriera o facendo il tangentista (tipo alcuni ministri ) o la D’Addario o l’autore di canzoni tipo “per fortuna che Silvio c’e”)?
Vincenzo Vespri
La Volpe Del Tavoliere finisce nella pellicceria di Bari
Non sono un grandissimo fan di Vendola, ma nel confronto con l’alternativa (e soprattutto con chi lo sosteneva) fa la figura di un gigante.
Il dato positivo secondo me e’ lampante: una volta tanto anche nel PD i militanti (come si chiamavano un volta) danno un calcio nel culo ai reggicoda arroganti e ai burocrati di mezza tacca.
Se avessero fatto lo stesso nelle primarie nazionali invece di eleggere Veltroni prima e Bersani dopo, magari Berlusconi non sarebbe al governo. O almeno non potrebbe spadroneggiare tanto facilmente, assistito dai pizzini di Latorre e dai consigli legali di Violante. Per non parlare della proposta di legge Chiaromonte Compagna volta a salvare Berlusconi dai processi (come direbbe Letta, che fa squadra con suo zio, mentre scalda non mi ricordo piu’ quale poltrona nel PD).
Insomma a Bari l’ectoplasma dell’elettorato di sinistra ha battuto un colpo che avrebbe dovuto svegliare Bersani dalla catalessi. Invece l’arroganza al tortello ha prevalso. Un nano secondo dopo aver incassato la sconfitta (serata amara l’ha definita) l’Avatar della Volpe ha annunciato che la linea (a zig zag) non si cambia. La vacuita’ rimane il suo mito e D’Alema il suo profeta. Hasta la Victoria (di Berlusconi) siempre.
Fabio Scacciavillani
Pulsione al Suicidio
C’e’ una pulsione al suicidio nel PD che lascia interdetti. Ogni volta che si ripropone l’ inciucio, in multiformi guise e fogge, si riversano valanghe di mail indignate sui vari siti web, reazioni sconcertate di elettori, parole sferzanti di militanti.
A tutto questo fuoco di fila la dirigenza e’ completamente impermeabile. Bersani blatera qualche distinguo, fissa qualche paletto, pone qualche condizione risibile e tutto torna in mano ai Violante, ai Latorre e alla compagnia di giro dell’inciucio “senza se e senza ma”.
In questi giorni assistiamo ad una nuova replica della farsa. Le leggi ad libertatem (di Berlusconi) trovano d’accordo nel PD i vari Orlando (uno della nuova generazione di dirigenti), Chiaromonte (che da venti anni, a suo dire, e’ incazzata per l’abolizione dell’immunita’ parlamentare), Macaluso (che non manca mai in queste occasioni). Con la reintroduzione dell’immunita’ parlamentare versione inciucio (Chiaromonte e Compagna), i parlamentari che delinquono non saranno nemmeno infastiditi da un voto in Parlamento sull’autorizzazione a procedere. Tutto si blocca sic et simplictier, fino alla fine del mandato, cioe’ per i caporioni della casta fino al funerale.
Se Berlusconi dovesse essere eletto Presidente della Repubblica, dopo il settennato diventerebbe senatore a vita. E quindi, grazie a Chiaromonte e Compagna, impunito a vita.
Fabio Scacciavillani
Il sottile fascino dell’inciucio
Come gli innamorati perennemente respinti, D’Alema non si da’ pace. Lui vuole sedersi ad un tavole delle trattative “sfidando” il PD a rimettersi in gioco sulle riforme. Se non fossero un po’ comiche, queste sfide dalemiane, sarebbero tutto sommato facili da affrontare. Baffino menziona ad esempio gli ammortizzatori sociali. Bravo! Allora perche’ non presenta una bella legge in materia, cosi’ sappiamo di che cosa intende parlare con Berlusconi. Non deve nemmeno fare troppi sforzi di elucubrazione, visto che ha a disposizione la sua bella Fondazione ItalianiEuropei. Perche’ non mettere al lavoro le teste d’uovo? Propone un Parlamento piu’ forte e piu’ agile? Ottimo! Traduca questa sua aspirazione in nuovi articoli della Costituzione. Si metta in gioco, sul serio e vediamo dove vuole arrivare. Altrimenti in assenza di proposte concrete e’ ovvio che l’inciucio (definizione che D’Alema ovviamente rifiuta) ventilato susciti sospetti di manovre incoffessabili, accompagnato dal tanfo di affarucci privati, come ai tempi dei Furbetti del Quartierino.
E inoltre, come mai sul tavolo delle riforme non compaiono temi come il conflitto di interesse o l’assetto del sistema radiotelevisivo o l’applicazione delle sentenze della Corte di Giustizia Europea sul Rete 4 o l’immigrazione? Perche’ insomma non si invita anche Berlusconi a mettersi un po’ in gioco? Forse perche’ il risultato della partita e’ gia’ stato deciso a tavolino?
Fabio Scacciavillani

