Il coraggio di cambiare

Daron Acemoğlu e James Robinson nel loro libro “Perché le nazioni falliscono” raccontano come siano decisivi, di fronte a una crisi, l’assunzione di responsabilità e il coraggio dei gruppi dirigenti di una società nel fare scelte coraggiose
che mettano in discussione assetti consolidati, affinché si realizzi un vero cambiamento che sia a beneficio di tutta la società e non soltanto di pochi, non solo di quelli sempre e comunque protetti e garantiti.

Oggi, per il Partito Democratico di Genova, in particolar modo per una generazione cresciuta nei circoli e nelle amministrazioni nelle difficoltà politiche di questi anni, si tratta di scegliere di avere questo coraggio o di accontentarsi
di nuovi equilibri dei nostri assetti.

Si tratta di scegliere se percorrere ancora la strada dell’accordo tra le varie correnti interne ormai prive di ogni rapporto con la realtà, o se rompere quello schema chiamando gli iscritti del Partito Democratico a confrontarsi sui
contenuti della nostra agenda.

Noi vogliamo avere coraggio. Perché la crisi portata dalla pandemia non ci ha reso migliori e, scavando nello stesso solco di quella del 2008, sta aumentando le disuguaglianze nel mondo del lavoro, nella scuola e nel sapere, nell’accesso
a servizi essenziali come la salute e l’abitazione; sta aumentando i divari tra centri e periferie, tra chi può partecipare alla globalizzazione e chi ne è escluso; sta mettendo in discussione la sostenibilità ambientale del nostro
modello di sviluppo.